Silhouette di Siena

La vita di San Bernardino

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1380

8 settembre. Nasce a Massa Marittima da Tollo di Dine di Bando degli Albizzeschi, nobile senese, e da Nera di Bindo di Panieri degli Avveduti, nobile massetana.

1386

Orfano di madre (morta nel 1383) e di padre (morto nel 1386) viene affidato alle cure della zia materna, Diana.

1391

Morta Diana, è condotto a Siena, dove è ospite di Cristoforo Regulini degli Albizzeschi, e di sua moglie Pia, privi di figli. Alla sua educazione religiosa contribuiscono la cugina Tobia, figlia di Diana, e vedova di Guido Bettola dei Tolomei, e la zia paterna Bartolomea, vedova di Angelo di Trogliardo dei Tolomei, mantellata agostiniana.

1392-1402

Frequenta le lezioni di Onofrio di Loro di Siena e di Giovanni di ser Buccio da Spoleto, che legge nello Studio senese la Commedia di Dante. Segue i corsi di diritto canonico e privatamente si dà alla lettura della Bibbia e di testi patristici. Si iscrive alla confraternita della Madonna dei Disciplinati. Durante la peste del 1400 cura assieme a dodici compagni i malati nell'ospedale di S. Maria della Scala. Cura per un anno la zia Bartolomea, che muore nell'inverno 1401-1402.

1402

8 Settembre. Nella chiesa di S. Francesco (Siena) riceve l'abito da fra Giovanni Ristori, e inizia il noviziato. Due mesi dopo si trasferisce all'eremo del Colombaio presso Seggiano per essere educato alla rigida disciplina dell'Osservanza francescana.

1404

Il 6-7 maggio, assieme a fra Giovanni Stroncone, commissario generale dell'Osservanza, riceve in dono dall'Ospedale della Scala il romitorio di S. Onofrio alla Capriola, nei pressi di Siena, che diventerà il convento dell'Osservanza. Pochi mesi dopo (8 settembre) canta la Prima Messa e, dopo alcuni esperimenti al Colombaio e a Seggiano, è autorizzato a predicare.

1405-1409

Primi successi nella predicazione: il 1° maggio 1404 nell'eremo dell'Alberino, l'11 giugno presso l'ospedale di S. Onofrio e la chiesa di S. Andrea a Siena; nel 1406 in Duomo, a S. Francesco e nella piazza maggiore. Tra il 1407 e il 1409 è probabilmente guardiano al Colombaio. Predica in varie località, tra le quali Ferrara.

1410-1416

Nel 1410 predica la quaresima nel Duomo di Siena. Nel 1413 predica a Padova. Nel 1414 è nominato per un triennio vicario provinciale degli Osservanti toscani e umbri. In questo anno lascia Siena, dove ritornerà solo dieci anni dopo. Residenza abituale diventa il convento di Fiesole. Nel 1415 alla Verna riceve all'ordine Giacomo della Marca.

1417

Durante la peste predica a Ferrara, e comincia a divulgare il culto del Nome di Gesù. Inizia la grande missione nell'Italia settentrionale, predicando l'avvento in S. Francesco a Genova. Un servita raccoglie gli schemi di queste prediche.

1418

Tiene il quaresimale a Genova, e predica in Liguria. Partecipa al Capitolo generale di Mantova, dove conosce Giovanni da Capestrano. Predica in Piemonte, e confuta i seguaci di fra Manfredi da Vercelli.

1419

Già nel 1418 inizia a Milano una predicazione quotidiana, che continua nella quaresima del '19. Missioni a Como, in Canton Ticino, a Treviglio.

1420

Secondo quaresimale milanese. Predica a Cremona, Crema, Piacenza, e sviluppa un'intensa attività di pacificatore. Dopo alcune difficoltà entra nell'amicizia di Filippo Maria Visconti.

1421

È a Mantova per la quaresima, ed entra in contatto con la duchessa Paola Malatesta Gonzaga. Nominato commissario dell'Osservanza per l'Italia superiore e media, fonda il convento di S. Angelo a Milano, dono di Filippo Maria Visconti.

1422

Predica la quaresima a Venezia, in Campo S. Pona, dove frequenta le lezioni di Guarino, assieme ad Alberto da Sarteano, che diventerà suo seguace.

1423

Tiene la quaresima a Padova: è il ciclo conservato nella reportatio intitolata Seraphim. Predica in tutto il Veneto: a Vicenza, Sandrigo, Marostica, Bassano, Treviso, Belluno, Feltre. Durante l'avvento si trova a Modena.

1424

Nel gennaio predica in S. Petronio a Bologna, su invito dell'Opera della basilica e in sostituzione dell'agostiniano fra Cristoforo. Questi solleva la questione del monogramma col Nome di Gesù, denunciando Bernardino all'inquisitore (il domenicano fra Lodovico Tosi da Pisa). Nella quaresima (5 febbraio-3 maggio) predica in S. Croce a Firenze: di questo ciclo ci sono due reportationes in volgare. Parla poi a Prato (5 maggio-14 giugno), assistito da Giacomo della Marca; a Pistoia, Lucca, Pisa, Volterra e in altre località minori.

1425

Secondo grande quaresimale fiorentino (4 febbraio-15 aprile), del quale ci è giunta una reportatio volgare. Dal 20 aprile al 10 giugno tiene un ciclo di prediche a Siena (nel chiostro e nella piazza di S. Francesco, poi sul Campo). Rimangono due reportationes: una in volgare, l'altra in latino per mano di lacopo de' Griffoli. Bernardino interviene nella vita pubblica riformando alcuni statuti, facendo collocare il monogramma nella sala e sulla facciata del Palazzo Pubblico, fondando o dando nuovo impulso a confraternite e ad altre iniziative assistenziali. Predica ad Asciano, Grosseto, Sarteano. Passa poi in Umbria, dove tiene un grande ciclo di predicazione: ad Assisi dal 31 luglio al 9 settembre, a Perugia dal 19 settembre all'11 novembre. La reportatio inedita di questo ciclo è conservata in un autografo di Giovanni da Capestrano.

1426

All'inizio dell'anno è ancora in Umbria (Montefalco, Spoleto). A Todi riforma gli Statuti, pone un freno all'attività della strega Matteuccia; tiene la quaresima a Viterbo. Subito dopo deve esentarsi al papa Martino V per rispondere all'accusa di Nome di Gesù. Dichiarato innocente dal papa, tiene a Roma, nella basilica di S. Pietro e altrove, un corso primaverile di 117 sermoni. Svolge anche attività inquisitoriale, facendo condannare la strega Finicella. Nel dicembre tiene alcune prediche ad Amelia, in parte a noi conservate da un uditore.

1427

Passa per Orvieto e Perugia. Tiene la quaresima a Gubbio va ad Urbino. Il 4 giugno è eletto vescovo di Siena dai suoi concittadini, e viene convocato a Roma, dove si trova in luglio per rinunciare al vescovado. Il 7 agosto i senesi lo invitano a predicare in città, ed egli accetta, anche per consiglio del cardinale Antonio Casini, l'ex vescovo di Siena. Dal 15 agosto al 5 ottobre tiene il famoso corso riportato da Benedetto di maestro Bartolomeo. Il 6 ottobre parte per le Marche.

1428

Predica la quaresima ad Arezzo, e fa distruggere Fontetecta, luogo di culti superstiziosi: in quel luogo sorge la chiesa di S. Maria delle Grazie. Si reca in Lombardia, e durante il viaggio sosta a Reggio Emilia, Carpi e Parma.

1429

Nel febbraio è a Venezia, dove si sottopone alle cure del medico Pietro Tommasi. Nel maggio torna a Siena, e si ritira alla Capriola, dove inizia a comporre i suoi sermonari latini.

1430

Per la Pentecoste è i ad Assisi, dove si svolge il Capitolo generale. Favorisce l'unione degli Osservanti con la famiglia francescana, ma il tentativo fallisce.

1431

Partecipa, a Pentecoste, al Capitolo generale degli Osservanti, che si svolge a Bologna. Di lì passa in Romagna (Forlì, Rimini). Forse in questo periodo rinuncia al vescovado di Ferrara. Il 21 novembre è, convocato a Roma dal procuratore della Fede sotto l'accusa di eresia, ma le autorità senesi lo trattengono in città, impegnandosi a risolvere la questione con una trattativa diretta col papa.

1432

Il 7 gennaio Eugenio IV con la bolla Sedis apostolicae libera Bernardino dall'accusa di eresia, e ne esalta la dottrina e i costumi. Bernardino lascia Siena nell'autunno dirigendosi verso la Lombardia.

1433

In sua assenza viene calunniato presso l'imperatore Sigismondo, che risiede a Siena per nove mesi. Riabilitato, lo accompagna a Roma per l'incoronazione, che avviene il 31 maggio. Nell'autunno predica nelle Marche.

1434

È ancora a Siena, dove tiene la quaresima. A Pentecoste si reca a Bologna, dove assiste al Capitolo generale. Nel luglio, in S. Spirito (Firenze), si riconcilia con Andrea Biglia, che aveva scritto un libello contro il culto del Nome di Gesù.

1435

Predica la quaresima a Gubbio. Rinuncia al vescovado di Urbino offertogli dal papa. Si rifiuta di guidare un'ambasceria senese presso Eugenio IV.

1437

A Milano, dove tiene la quaresima in S. Ambrogio, polemizza col magister Amedeo de Landis. Il 18 aprile è nominato commissario del nuovo convento di S. Giacomo a Pavia.

1438

Durante la prima metà dell'anno si trattiene in Lombardia. Accusato di eresia al Concilio di Basilea, viene difeso dal Duca di Milano. Di ritorno a Siena, d 22 luglio; è nominato dal generale fra Guglielmo da Casale ministro generale sopra gli Osservanti d'Italia. In agosto predica all'Aquila nella piazza della basilica di Collemaggio. In settembre nel convento di Monteripido, a Perugia, svolge un corso sulle censure ecclesiastiche per istruire i confessori impreparati, che aveva sospeso dall'ufficio con la circolare del 5 agosto.

1439

Per ordine di Eugenio IV l'8 giugno è a Firenze per l'atto di unione dei Greci e dei Latini. Muore fra Venanzio, suo socius per molti anni; ed egli assiste ai funerali alla Capriola (18 dicembre).

1440

Predica la quaresima a Firenze nella piazza del Duomo. A Pentecoste è a Genova per il Capitolo generale. Il 27 settembre scrive a fra Giacomo del Biada, nel convento di S. Croce a Firenze, perché gli conceda il prestito di alcune opere dell'Olivi. Nel luglio rinuncia alla carica di vicario dell'Osservanza, ma Eugenio IV lo conferma nel suo ufficio, accordandogli la facoltà di scegliersi un coadiutore, che sarà Giovanni da Capestrano.

1441

Incontra a Cortona Alberto da Sarteano, di ritorno da una missione in Oriente. Con lui si reca a Firenze, dove ottiene la pacificazione tra il papa e i senesi.

1442

Nel luglio rinuncia alla carica di vicario dell'Osservanza a favore di Alberto da Sarteano. Il 29 settembre tiene quella che sarà l'ultima predica a Siena, poi parte per Milano, chiamato come predicatore e incaricato di una delicata missione diplomatica.

1443

Da Pavia, navigando sul Po, si reca a Ferrara, e di qui a Padova, dove tiene un quaresimale, riportato in latino (e inedito). Si sottopone alle cure di Bartolomeo da Montagnana e di Pietro Tommasi, al quale dedica il De Beatitudinibus evangelici!. Nell'autunno è di ritorno a Siena.

1444

Predica la quaresima a Massa Marittima. Si incontra con Giacomo della Marca, che durante la quaresima predica a Siena. Il 29 aprile parte per il Regno, dietro invito del nuovo vicario dell'Osservanza, Giovanni da Capestrano. Nel viaggio si incontra di nuovo con Giacomo della Marca nell'isola del lago Trasimeno. Giunge stremato, in barella, all'Aquila, dove muore il 20 maggio nel convento di S. Francesco.

1450

Viene canonizzato da Niccolò V.

1474

Traslazione da S. Francesco al Tempio Aquilano di S. Bernardino.

 


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